Ba Duan Jin (Pa Tuan Chin)

8 pezzi di broccato

Gli otto pezzi di broccato sono un’antica sequenza di esercizi cinesi. Estremamente famoso e diffuso, viene praticato con molteplici scopi: coltivazione dell’energia, sblocco delle articolazioni, preparazione per le arti marziali.

Utilizzato dai praticanti di Qigong e di Taijiquan, ma anche da molte scuole di Gongfu e stili esterni, oppure come compendio della medicina tradizionale cinese, offre una grandissima varietà di interpretazioni, dovute principalmente alle differenti focalizzazioni sui molteplici possibili obbiettivi (apertura dei meridiani, sblocco delle articolazioni, integrazione mente-corpo, preparazione ai vari stili interni ed esterni).

Proprio per queste ragioni, la postura delle posizioni, lo sviluppo dei movimenti, la velocità di esecuzione, l’uso dell’intenzione (Yi), la quantità di tensione muscolare, l’attenzione al rilassamento profondo (song) e all’apertura dei tessuti, possono risultare molto differenti fra le varie scuole.

Sulle origini di questa sequenza come sul suo svolgimento le fonti non sono univoche; alcune Tradizioni la fanno risalire agli albori della società cinese, altre sostengono che le origini si possono trovare in una pergamena scoperta nel 1975 e risalente al periodo Han (204 a.c. – 24 d. c.), il “libro per la costruzione del libero flusso di Chi”. La pergamena riporta dei disegni di esercizi che possono sembrare simili a quelli comunemente praticati.

La leggenda sulle origini più diffusa è comunque quella che ne attribuisce la paternità al generale Yie Fei (1103-1142 d.c.), figura storica quasi divinizzata della tradizione cinese (a cui si attribuisce anche la nascita di uno stile interno: lo Xing Yi Chuan), che lo avrebbe utilizzato per l’addestramento fisico e mentale delle truppe.

Altre storie ancora parlano di dottori, eremiti e chissà quali altri personaggi mitologici, a seconda del tipo di “tradizione” o impostazione da accreditare.

Esistono anche sequenze di Ba Duan Jin seduti e perfino sdraiati (particolarmente utili per persone malate o molto debilitate).

Quello che conta, per il praticante, è l’enorme potenzialità e contenuto di informazioni che questi esercizi contengono, utile per aprire i “dodici meridiani principali” ma anche agire sugli ”otto meridiani straordinari”, garantendo così una sostanziale completezza di azione sulla salute, longevità e coltivazione dell’energia.

Ba Duan Jin – Consigli pratici per una pratica corretta

Gli esercizi del baduanjin devono essere eseguiti mantenendo il corpo e la mente rilassati, utilizzando solo la forza muscolare necessaria, evitando di contrarre inutilmente i muscoli. Bisogna rilassare l’intero corpo, anche le parti a cui spesso non si pensa (ad esempio il viso).

Ogni esercizio andrebbe eseguito otto volte, ma se non si ha molto tempo a disposizione possono bastare quattro o anche solo due ripetizioni. L’importante è praticare senza fretta e con attenzione.

Possono essere fatti più volte al giorno, ma l’aspetto fondamentale è la costanza: per migliorarne i benefici bisognerebbe praticare il baduanjin almeno una volta al giorno, tutti i giorni.

Ogni esercizio può essere eseguito anche da solo, ma la sequenza in cui sono presentati ha una sua logica in termini di attivazione energetica dei meridiani, ed è quindi preferibile eseguirli in tale ordine.

Nella pratica degli esercizi deve essere evitato “il troppo e il troppo poco”, cioè non bisogna estendere né piegare troppo gli arti (in ogni caso, mai completamente), ed evitare ogni posizione e movimento estremi. Tutte le posizioni e i movimenti devono essere armonici e naturali. Non bisognerebbe mai forzare: ad esempio si dice di ruotare il coccige in avanti per raddrizzare la schiena; questo però non deve essere eseguito contraendo i muscoli del bacino, forzando così la posizione delle vertebre (cosa che potrebbe avere conseguenze decisamente negative sulla salute della nostra schiena), ma si deve rilassare progressivamente tutta la zona della vita facendo tendere la punta del coccige verso il basso, aiutandosi con la visualizzazione più che con la forza muscolare.

Gli esercizi andrebbero eseguiti a velocità costante, ma l’esecuzione può essere più o meno veloce secondo i propri gusti e le proprie necessità, evitando anche qui l’estremamente veloce e l’estremamente lento. Comunque, volendo accentuare la funzione di stiramento, in ogni esercizio ci si può fermare per uno o più atti respiratori nella posizione di maggiore estensione.

La respirazione deve essere addominale, senza forzarla. Deve cioè essere abbassata, gonfiando la pancia piuttosto che il petto, ma senza contrarre volontariamente il diaframma: più che altro si tratta di pensare al proprio respiro come se l’aria arrivasse a gonfiare e sgonfiare un palloncino centrato nel Dantian (Tan T’ien), -posto all’incirca tre dita sotto l’ombelico e tre dita all’interno,- senza forzare il movimento.

La respirazione dovrebbe anche essere accordata al movimento: in generale è preferibile (ma non obbligatorio) espirare quando ci si allunga (cioè nella fase di stretching) e inspirare quando si rilascia l’allungamento.

Si respira con il naso, sia in inspirazione che in espirazione (anche questo non è obbligatorio: alcune scuole raccomandano di espirare dalla bocca). La lingua deve toccare il palato superiore in modo da chiudere il circuito formato dai due meridiani straordinari principali, il Du Mai e il Ren Mai. La bocca rimane chiusa.

Lo sguardo è importante, non deve essere casuale, ed è anch’esso parte dell’esercizio. Tra l’altro il baduanjin serve anche come ginnastica per gli occhi, con benefici che possono essere paragonati a quelli del metodo Bates o similari; se si vogliono massimizzare gli effetti in questo senso è preferibile eseguire la sequenza senza occhiali o lenti a contatto. In generale, anche se non sempre (ulteriori indicazioni sono date per ogni singolo esercizio), lo sguardo è rivolto nella direzione delle mani, ma non è focalizzato: bisogna abbracciare tutto il campo visivo senza soffermarsi su di un singolo particolare.

Complessivamente, in tutti gli esercizi, ci deve essere alternanza tra uno stretching progressivo (un allungamento che provochi anche una leggera tensione dei tendini) e un progressivo rilassamento. Cioè un’alternanza di yin e yang.

Dopo la fase di apprendimento in cui si deve imparare l’esercizio con precisione bisogna cercare di rendere il movimento armonico, non muovendo le varie parti del corpo come pezzi separati ma comandandolo con gli spostamenti del peso e con le rotazioni della vita.

La cosa forse più importante nell’eseguire gli esercizi è l’attenzione con cui vengono fatti. “Yi guida il Qi”, l’intenzione guida il qi, dicono i maestri e tutte le fonti scritte che riguardano il Qigong (Ch’i Kung). Bisogna prestare attenzione al movimento, essere focalizzati su ciò che si sta facendo.

Spesso c’è più di un’alternativa nella modalità di esecuzione (per quello che riguarda i particolari del movimento, quali la respirazione, la velocità, quanto piegarsi sulle gambe eccetera...); una volta imparato l’esercizio correttamente si può scegliere l’alternativa che si vuole, l’importante è essere sempre consapevoli di ogni singolo aspetto di ciò che si sta facendo e qual è il suo scopo. Anche i “possibili benefici” di ogni esercizio sono come una traccia di ciò su cui si può focalizzare l’attenzione; ricordando che il qi va dove va la mente, possiamo decidere l’aspetto su cui concentrarci maggiormente a seconda di quello che cerchiamo o quello su cui l’insegnante ci ha consigliato di lavorare.

Il nostro Ba Duan Jin

Il Ba Duan Jin insegnato dall’associazione ARTY viene da quello della scuola di Chang Tsu Yao, un Maestro Cinese molto famoso in Italia, fra i primi a insegnare stili esterni e interni di Gongfu Cinese in questo paese, un vero pioniere.

La sua sequenza è molto influenzata, nell’approccio, dalla sostanziale prevalenza di praticanti di stili esterni all’interno della sua scuola, e dalla sua lunga esperienza militare.

Il lavoro da noi svolto su questa già notevole base tende a essere maggiormente focalizzato su aspetti cardine per chi pratica stili interni (e in particolare Taijiquan), risente inoltre delle esperienze che crediamo positive, di pratica e confronto fatte fra di noi e con altre scuole e insegnanti di alto livello, tentando di mantenere intatta la trasmissione e al contempo arricchirne comprensione e profondità.

Alcuni particolari possono essere difformi nella trasmissione fra insegnante e insegnante, oppure variare nel tempo, essendo oggetto di una continua revisione e ricerca, proprie degli scopi della nostra Associazione.

 

Shuang Shou Tuo Tian (Shuang Shou T’o T’ien) - Reggere il cielo con entrambe le mani.

Questo esercizio è associato in particolare al triplice riscaldatore (uno dei sei visceri; per una breve descrizione dei visceri e degli organi della Medicina Tradizionale Cinese, di cui regola la funzionalità, stimolando una circolazione fluida del qi all’interno del meridiano e stimolando quindi tutti gli organi interni connessi ai “tre punti riscaldatori”).

Possibili benefici dell’esercizio: rimuove la fatica; attiva le articolazioni della parte superiore del corpo (dita, polsi, gomiti, spalle e collo); stira gli arti e il tronco; agevola la circolazione del sangue nel torace e nell’addome; dilata i polmoni e intensifica l’immissione di ossigeno. Inoltre, stirando la colonna vertebrale, allevia gli effetti di una postura scorretta nella schiena. Regolando il triplice riscaldatore riequilibra lo yin e lo yang.

Nel simbolismo dell’Yi Jing (I Ching) è associato al trigramma Qian (Ch’ien), il Creativo (o, secondo un’altra interpretazione, la Forza): la sua qualità è la forza, l’immagine il cielo, l’azione il persistere.

Lo stiramento degli arti e del tronco durante questo esercizio è simile allo “stiracchiarsi” che si fa istintivamente al mattino. Deve quindi risultare piacevole. Quando si spinge verso l’alto (cioè quando si “sorregge il cielo”) è importante che sia tutto il corpo a spingere: se si spinge con le braccia inevitabilmente si alzano le spalle e ci si irrigidisce; la spinta invece deve nascere dalle gambe. Per spingere bisogna usare più la mente che i muscoli.

Prima di lasciar scendere le braccia è opportuno raddrizzare la testa e lasciar cadere la colonna vertebrale, usando la gravità per stirarla ulteriormente; poi si esegue il movimento all’inverso per tornare alla posizione iniziale.

Il movimento contiene numerose possibilità di “lavoro interno”: solo per fare un esempio potremmo citare lo stiramento della schiena del lato esterno delle braccia e delle gambe (e dei meridiani conseguenti) durante la parte del movimento che sale, e quello del petto e del lato interno delle braccia e delle gambe durante la parte del movimento che scende.

Zuo You Kai Gong (Tso Yu K’ai Kung) - Tirare con l’arco a sinistra e a destra.

Questo esercizio interessa principalmente i meridiani di polmone e intestino crasso, ed esercita un’azione benefica su tutti gli organi del riscaldatore superiore (cioè della parte superiore del corpo) e anche sul fegato e sui reni.

Possibili benefici: serve a rafforzare le gambe e i muscoli del torace, delle spalle e delle braccia; scioglie le articolazioni di collo e gomiti, e in particolare la settima vertebra cervicale e le prime vertebre toraciche (cosa particolarmente importante perché è la zona che permette la connessione dell’arco delle braccia); aumenta la capacità respiratoria e la circolazione sanguigna; aiuta a correggere i vizi di portamento e a riallineare la spina dorsale e i muscoli della schiena; è utile per la vista.

Nel simbolismo dell’Yi Jing è associato al trigramma Gen (Ken), l’Arresto: la sua qualità è la quiete, l’immagine la montagna, l’azione il fermare

In questo esercizio possiamo immaginare di tirare con l’arco stando a cavallo. La particolare posizione dell’arco parallelo al terreno assomiglia infatti a uno dei modi usuali di tirare, che consentiva di seguire il bersaglio anche a destra e sinistra, evitando il collo del cavallo.

Quando si “tende l’arco” si deve sentire una certa tensione che parte dalle due dita tese in avanti e che percorre l’esterno delle braccia e delle spalle. È importante in questa fase mantenere le spalle basse e rilassate, allontanandole tra di loro con forze uguali ed equilibrate, evitando di stringere le scapole ma invece aprendole, arrotondando bene la schiena, e stando attenti a tenere la testa ben diritta.

Nella posizione di ma pu (del cavaliere) bisogna cercare di stare bassi lasciando però che sia il peso a far lavorare le gambe, usando cioè meno muscolatura possibile. Questo rinforza le gambe, migliora il radicamento al suolo e favorisce maggiormente la circolazione sia del sangue che del qi. Tuttavia le persone anziane o deboli possono rialzare e restringere un po’ la posizione, anche fino ad avere i piedi divaricati solo quanto le spalle (come nella posizione iniziale dell’esercizio precedente, che è un “piccolo ma pu”); si può provare a stare nella posizione di ma pu per qualche minuto e trovare così l’altezza in cui non si fa fatica, e poi abbassarla un po’: quella è l’altezza giusta per cominciare.

Lo sguardo deve essere particolarmente concentrato e attento, proprio come se stessimo mirando a qualcosa mentre tendiamo l’arco.

Ju Bi Du Li (Chu Pi Tu Li) - Alzare un braccio stando su un piede solo.

Questo esercizio è associato alla Terra, quindi interessa particolarmente milza e stomaco; nello specifico rimuove i blocchi nella circolazione nei meridiani di milza, stomaco e fegato.

Possibili benefici: migliora il senso dell’equilibrio; apre le articolazioni di spalle e braccia; il movimento opposto delle braccia favorisce la peristalsi intestinale e la funzione digestiva; ha un’azione benefica su fegato, cistifellea, stomaco e milza.

Nel simbolismo dell’Yi Jing è associato al trigramma Kun (K’un), il Ricettivo (lo Spazio): la sua qualità è la devozione, l’immagine la terra, l’azione il cedere.

Per chi ha problemi di equilibrio e/o di coordinazione può essere opportuno imparare l’esercizio per tappe successive: dapprima si esegue il movimento della parte superiore del corpo senza alzare la gamba (ma cambiando comunque il peso), senza l’apertura-chiusura e senza la torsione delle braccia sul proprio asse; poi si aggiunge l’apertura-chiusura; poi la torsione (per le persone con serie patologie legate all’equilibrio e per chi è molto anziano è possibile eseguire l’esercizio sempre in questo modo); infine si aggiunge la postura su una gamba sola.

Il movimento delle braccia deve provocare uno stiramento delle stesse, con una tensione avvertibile sul lato esterno delle braccia e delle spalle.

Questo esercizio serve anche a migliorare l’equilibrio. Non bisogna quindi preoccuparsi se inizialmente si ha un equilibrio instabile; per migliorarlo è necessario abbassare e rilassare le spalle e tenere bassa la respirazione evitando di gonfiare il torace. Inoltre quando si sale con la gamba e il braccio non bisogna pensare all’alto (cioè portare l’attenzione verso l’alto), ma pensare al basso, per radicarsi più fortemente al terreno.

Le mani formano il pugno, ma non sono serrate: come se stessimo tenendo in mano qualcosa di piccolo e fragile.

Un modo per eseguirlo è quello di salire con la gamba quasi dritta, per poi aprire la posizione lateralmente provocando uno stiramento dei meridiani della coscia e uno scioglimento dell’articolazione coxo-femorale.

Zuo You Hou Qiao (Tso Yu Hou Ch’iao) - Guardare a sinistra, a destra e indietro.

Questo esercizio influenza principalmente il meridiano straordinario Dai Mai (meridiano della cintura) e i meridiani di vescica biliare e polmone.

Possibili benefici: serve a eliminare la stanchezza, specialmente nei cinque organi yin (milza, cuore, polmone, rene, fegato). Si dice che “previene le cinque fatiche e i sette danni”. Le cinque fatiche sono: “osservare troppo a lungo danneggia il sangue”, “giacere troppo a lungo danneggia il qi”, “sedere troppo a lungo danneggia gli organi interni”, “stare in piedi troppo a lungo danneggia le ossa” e “camminare troppo a lungo danneggia i tendini”; i “sette danni” sono: “mangiare troppo danneggia la bile”, “la rabbia danneggia il fegato”, “esercitare troppa forza e sedere in posti umidi danneggia i reni”, “l’aria fredda e le bevande fredde danneggiano i polmoni”, “le preoccupazioni danneggiano il cuore”, “vento, pioggia, freddo e caldo danneggiano il corpo” e “la paura incontrollata danneggia la mente”.
Rinforza i muscoli degli occhi e contribuisce a migliorare l’attività dei bulbi oculari; agisce positivamente sui muscoli cervicali e lombari; agevola le articolazioni del collo e delle anche; rilassa tutto l’addome; sblocca la cistifellea e aiuta la digestione; aiuta ad abbassare l’alta pressione e a prevenire l’arteriosclerosi; è benefico per il cervello e tutto il sistema nervoso; nelle donne agisce sui problemi legati al ciclo mestruale. Inoltre è consigliato anche per gli stati febbrili e le affezioni del sistema respiratorio, asma compresa.

Nel simbolismo dell’Yi Jing è associato al trigramma Dui (Tui), il Sereno (l’Apertura): la sua qualità è l’allegria, l’immagine il lago, l’azione lo stimolare.

Il movimento dovrebbe essere continuo, eventualmente fermandosi nella posizione frontale iniziale e in quelle finali con lo sguardo all’indietro. L’idea è quella di voltarsi per guardare indietro, come se avessimo sentito un rumore improvviso dietro di noi: si inizia a girare la sola testa guidati dallo sguardo, quando non è possibile girarla ulteriormente inizia la rotazione delle anche, sempre facendosi “trainare” dallo sguardo.

Bisogna porre particolare attenzione nel mantenere l’allineamento tra anche e spalle. I piedi rimangono fermi.

Bisogna torcere, gentilmente, l’intera spina dorsale: è quindi importante che questa sia ben distesa, facendo rientrare il coccige e sospendendo dall’alto la testa.

Chi ha problemi al collo dovrebbe porre particolare attenzione ruotando la testa lentamente e gentilmente, tenendola ben dritta senza inclinarla e con il mento leggermente rientrato.

Bisogna poi focalizzare l’attenzione sull’affondo delle gambe e sull’allineamento ginocchio- piede, in modo di aprire kua (parte alta anteriore della coscia) e fare lavorare la parte bassa del corpo.

Yao tou bai wei (Yao T’ou Pai Wei) - Oscillare la testa e far ondeggiare la parte posteriore del corpo.

Questo esercizio lavora principalmente su cuore e intestino tenue. In particolare “rimuove l’eccesso di fuoco dal cuore”.

Possibili benefici: ridona vigore alla colonna vertebrale ed elasticità alle giunture, soprattutto alle ginocchia; scioglie le anche e scarica le tensioni accumulate a livello della testa e del torace; rinforza il sistema respiratorio e soprattutto quello circolatorio; rafforza il muscolo cardiaco; è utile per qualsiasi problema degli organi genitali; equilibra il sistema nervoso, in particolare il sistema simpatico, ed è utile contro lo stress.

Nel simbolismo dell’Yi Jing è associato al trigramma Li (Li), l’Aderente (la Radiosità): la sua qualità è la luminosità, l’immagine il fuoco (o la luce), l’azione l’aggregare.

Inizialmente può essere opportuno imparare l’esercizio girando prima il piede sinistro, poi portandoci il peso, infine girando il destro; successivamente però questi movimenti devono diventare conseguenze della rotazione della vita, senza soluzione di continuità; bisogna evitare di girare i piedi contemporaneamente: ruota sempre quello vuoto, cioè quello scarico dal peso.

Questo esercizio è simile al precedente ma con le seguenti differenze: i piedi non rimangono fermi ma ruotano col corpo; la testa gira insieme al corpo; durante l'esecuzione il corpo si inclina in avanti.

Il modo di ruotare i piedi è quello prevalente nel Taijiquan (T’ai Chi Ch’uan) stile Yang, e questo è un ottimo modo di impararlo: è consigliabile quindi prestare particolarmente attenzione a questo aspetto.

È molto utile per imparare a guidare il movimento tramite la vita e a differenziare la gamba piena e quella vuota.

Quando ci si piega in avanti si deve fare attenzione a lasciare basculare liberamente il coccige; non bisogna ruotarlo in avanti perché potrebbe causare problemi a livello delle vertebre lombari. Le persone con patologie alle vertebre lombari devono evitare di piegarsi troppo e troppo in fretta.

Qian Hou Wan Yao (Ch’ien Hou Wan Yao) - Piegare la vita avanti e indietro.

Questo esercizio è associato all’elemento acqua, quindi interessa particolarmente reni e vescica urinaria; tra i meridiani straordinari è associato al Du Mai (meridiano governatore).

Possibili benefici: stirando i meridiani di reni e vescica aiuta a risolvere i problemi associati a essi; benefico per reni e ghiandole surrenali; bilancia i fluidi corporei; stira, rafforza e rilassa i muscoli dorsali, lombari, del basso addome e delle cosce; è utile nella prevenzione e cura di mal di reni e mal di schiena; aiuta nella prevenzione della sciatica; accresce l’elasticità del tronco; aiuta a liberarsi dalle tossine.

Nel simbolismo dell’Yi Jing è associato al trigramma Kan (K’an), l’Abissale (il Precipizio): la sua qualità è il pericolo, l’immagine l’acqua (o la corrente), l’azione il rischiare e il cadere.

Per chi soffre di ipertensione, ipotensione o arteriosclerosi è consigliabile non abbassare troppo la testa durante l’esecuzione dell’esercizio e risalire lentamente.

Per evitare problemi alla zona lombare è importante non cercare di arrivare il più in basso possibile con le braccia creando un angolo acuto tra schiena e gambe, ma piuttosto creare tensione in tutta la parte posteriore del corpo, dai talloni alle braccia, in modo continuo. Visto di profilo il corpo in questa posizione dovrebbe avere la forma di una U rovesciata, non di una V rovesciata.

Evitare comunque di eccedere nel piegarsi per non creare danni alle lombari, e nello stirare il retro delle gambe per evitare danni ai tendini; è meglio non bloccare le ginocchia, e usare la gravità (non la spinta muscolare) verso il basso.

Questo esercizio non deve essere eseguito “a freddo”, cioè senza prima avere adeguatamente riscaldato muscoli e legamenti: infatti è inserito tra gli ultimi della sequenza.

Zuo You Fang Da (Tso Yu Fang Ta) – Parare e colpire a sinistra e a destra.

Questo esercizio lavora principalmente sul fegato.

Possibili benefici: sviluppa tutti i muscoli; rinforza ossa e tendini; è benefico per la vista; disperde i blocchi di energia (qi); aiuta a sciogliere i blocchi emotivi (soprattutto dovuti a rabbia e ansia); stimola la circolazione sanguigna e quella del qi; migliora l’assimilazione a livello dei tessuti; aiuta la funzionalità del fegato e della cistifellea.

Nel simbolismo dell’Yi Jing è associato al trigramma Zhen (Chen), l’Eccitante (la Scossa): la sua qualità è la mobilità, l’immagine il tuono, l’azione l’eccitare.

È un esercizio derivato da una tecnica di combattimento. “I pugni devono essere chiusi e le piante dei piedi poste saldamente sul terreno, la mente deve essere concentrata e in ogni parte del corpo deve essere espressa la forza; gli occhi devono esprimere collera ed eccitare la corteccia cerebrale”. La collera infatti concentra tutta la nostra attenzione su di un unico aspetto delle cose, cioè in un unico punto.

Il movimento deve risultare elastico. Il braccio che sferra il pugno una volta arrivato alla massima estensione deve “rimbalzare” indietro. Questa elasticità si deve sentire anche nell’alternarsi di apertura e chiusura. Importante è separare bene le fasi, la parte della “parata” da quella dell’affondo; il peso deve passare da una parte all’altra sprofondando sulla gamba dietro prima e sulla gamba davanti poi; inoltre bisogna porre attenzione anche a equilibrare l’azione delle braccia, in modo che la forza che spinge e quella che tira siano uguali.

Yu Zhu Qi Dian (Yu Chu Ch’i Tien) - Battere la colonna di giada.

Questo esercizio agisce su tutti gli organi interni, massaggiandoli grazie alle vibrazioni prodotte dal battere a terra dei talloni; favorisce lo scorrere del qi in tutti i meridiani, in particolare in quelli delle gambe.

Possibili benefici: si dice che serva per “far scomparire le 100 malattie” (cioè la maggior parte delle malattie); viene rafforzata la colonna vertebrale ed è particolarmente efficace per le vertebre cervicali (quindi per tutti i problemi di “cervicale” e contro il torcicollo); rinforza le gambe; allunga il tendine d’Achille; massaggia e “rimette a posto” tutti gli organi interni; esercita un massaggio cerebrale ed è quindi benefico per il cervello e il sistema nervoso; efficace contro cefalee, vertigini, problemi oculari e auricolari (perlomeno se dovuti a “fuoco di fegato”, cioè a un eccesso yang nella sfera fegato); stimola il sistema immunitario; contribuisce a purificare l’organismo e a rilassare il corpo (anche per questo è indicato come esercizio finale).

Nel simbolismo dell’Yi Jing è associato al trigramma Xun (Sun), il Mite (la Radice): la sua qualità è il penetrare, l’immagine il vento e il legno (o albero), l’azione l’entrare.

Il battere dei talloni deve produrre una vibrazione in tutto il corpo: questa vibrazione serve a massaggiare gli organi interni, a rafforzare ossa e tendini e anche a stimolare il punto Feng Chi; deve essere una sensazione piacevole; se non si percepisce abbiamo battuto i talloni troppo piano, se non è piacevole li abbiamo battuti troppo forte. Bisogna fare attenzione perché se la vibrazione è eccessiva si ripercuote in modo negativo sulle vertebre, soprattutto lombari e cervicali, e sul cervelletto. Per evitare dunque effetti negativi del battere i talloni a terra è necessario porre una particolare attenzione anche a tenere la schiena ben dritta e distesa.

Si scende fino a che si riesce, l’importante è scendere diritti; è consigliabile tuttavia, per tutti ma soprattutto per chi ha qualche problema ai legamenti o ai menischi, non aprire completamente l’articolazione del ginocchio ma fare in modo che nella posizione accosciata il peso del corpo sia sostenuto dai muscoli della gamba. Bisogna anche risalire diritti, come se la colonna vertebrale fosse infilata da un filo o una pertica lungo la quale si scorre in su e in giù.

Questa parte del movimento aiuta a prendere coscienza del proprio asse; il corpo dovrebbe scendere e salire “come una perla in una collana”.

Articolo del Maestro Mauro Bertoli