Tai Chi stile Chen

Una breve storia

La storia del Taijiquan stile Chen, considerato il più antico tra gli attuali stili di Taijiquan esistenti, fornisce esigue attestazioni sulla sua origine, condizione comune a quasi tutti gli stili interni cinesi, sostanzialmente fino al XVII secolo, quando si hanno le prime tracce ufficiali sulla figura di Chen Wang Ting, alto ufficiale dell’esercito, personaggio colto ed esperto in numerosi stili di Kung Fu. Alla fine della sua carriera, Chen Wang Ting si ritirò in quello che è divenuto il fulcro originario dello stile Chen di Taijiquan: il paese di Chenjiagou, dove ancora oggi risiede la famiglia Chen.

Chen Wang Ting. Si dedicò, dunque, alla sistematizzazione e unificazione di una serie di pratiche marziali, collegate con lo studio dei percorsi dell’energia e della forza interna, dando vita a quello che un secolo più tardi sarà chiamato Taijiquan.

Naturalmente esistono figure semi-storiche nel lignaggio dello stile, come Zhang San Feng, taoista errante che, secondo alcuni racconti, dopo avere studiato lo Shaolin, si ritirò sulle montagne (San Feng = Tre Picchi, da cui il nome) dove gli capitò di assistere alla lotta tra una gru e un serpente; un’altra versione narra che sognò, ispirato dagli dei, una serie di movimenti che poi elaborò in un’intelaiatura che in seguito mutò fino alla forma odierna.
Tutto è possibile e le narrazioni sullo sviluppo delle arti marziali cinesi più antiche riportano una serie di aneddoti e curiosità assai coinvolgenti, ma con pochissime prove concrete.

Ciò che si sa è che a Chenjiagou la famiglia Chen sviluppò di generazione in generazione il proprio stile marziale, ancora lungi dall’assumere il nome attuale, conoscendo una quantità di trasformazioni apportate da una serie di marzialisti di alto livello tecnico, fra i quali spicca certamente la figura di Chen Changxing (1771 – 1853), caposcuola della fine del XVIII secolo e creatore della forma oggi nota come Laojia (antica intelaiatura), presumibilmente già da lui suddivisa in due sequenze ancora oggi esistenti (Yi Lu e Pao Chui), ma anche colui che si trovò ad accogliere come allievo Yang Luchan, combattente leggendario e capostipite della famiglia Yang, che avrebbe in seguito diffuso nel mondo intero il Taijiquan.

Il regime di segretezza e di vincolo familiare mantenne invece lo stile Chen assai poco conosciuto al di fuori della famiglia o di una ristretta cerchia, fino a quando quello che è stato probabilmente il più grande esponente del Taijiquan stile Chen del ‘900, Chen Fake (1887 – 1957), non accettò di trasferirsi a Beijing (Pechino) per insegnare e diffondere il proprio stile.

Si dice che Chen Fake impressionò l’ambiente marziale cinese per le proprie capacità, ma anche per il proprio buon carattere, caratteristiche che lo resero un personaggio benvoluto e un maestro di fama. Il suo modo di interpretare lo stile Chen si concretizzò nella sintetizzazione di una nuova sequenza nota come Xinjia, di cui alcuni esponenti recenti dello stile Chen hanno dichiarato che spesso la forma Laojia è considerata più ardua da apprendere, ma che secondo loro, invece, la Xinjia ha maggiore profondità e quindi è più difficile da padroneggiare.