L'Yi quan secondo Wang Xiang Zhai


Si dovrebbe iniziare con il praticare le posizioni (Zhan Zhuang). Puoi praticare ovunque e in qualunque momento, camminando, fermo in piedi, seduto o sdraiato. Dovresti assumere la corretta posizione, il corpo dovrebbe essere naturalmente eretto, la mente vuota, pulita da pensieri che disturbano. Nello stato di quieto non-movimento il sistema nervoso è naturalmente e positivamente stimolato. il respiro si regolarizza, i muscoli sono stimolati dolcemente, ogni cellula partecipa nel movimento naturale. La forza è all'interno e all'esterno, attraverso tutto il corpo. In questo modo ossa e muscoli non sono allenati nei modi conosciuti, ma sono comunque allenati, i nervi non sono nutriti nei modi conosciuti, ma sono comunque nutriti. Devi solo osservare i cambiamenti più sottili. Se una persona pratica per un tempo sufficiente, scoprirà che il solo stare (la posizione) porta grandi risultati. Se uno vuole accedere ai segreti dell'arte marziale, deve partire senza dubbio dallo Zhan Zhuang.


Mosso dalla forza naturale, sei forte come un drago. Inspirando ed espirando naturalmente e quietamente, percepisci la meccanica di ogni movimento.


Autodifesa significa combattimento. Dovrebbe essere compreso che nel combattimento attuale, muoversi violentemente non è bene quanto muoversi con leggerezza, che a sua volta non è bene quanto non muoversi affatto. E' nel non-movimento che risiede il movimento costante, così come un volano che, ruotando alla massima velocità, sembra fermo. Un movimento visibile non è altro che un riflesso della debolezza. Il movimento che risiede nell'immobilità e sembra immobilità è veramente potente. Così immobilità e movimento sono interdipendenti, uno è la fonte dell'altro. La loro applicazione dipende soprattutto dal controllo del sistema nervoso, dalla guida dell'intenzione, dalla tensione e dall'allungamento delle giunture e dei tendini, così come dal loro solido supporto, l'azione e la reazione dei movimenti circolari e l'uso della forza elastica prodotta dalla respirazione. Se tutto ciò può essere correttamente allenato dal praticante, si potrà dire che si sta posando una solida base per il combattimento.


Riassumendo, Dachengquan (Yi quan) non è basato sulla bellezza esteriore delle tecniche, ma sull'uso dell'intenzione. In breve, se c'è attaccamento alla forma esterna, non si è ancora raggiunta la maturità. Solo quando le tecniche emergono inconsciamente (istintivamente), il miracoloso appare. E' questo ciò di cui sto parlando.